Una nuova abitudine in spiaggia, due biciclette rubate
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Jada: Jada scopre una spiaggia naturista durante un giro in mountain bike e vi torna quello stesso pomeriggio con il suo compagno per provarla insieme. Portare le biciclette sulla sabbia si rivela più faticoso che spogliarsi, ma i due scoprono rapidamente un nuovo piacere condiviso. Quel giorno, però, vengono rubate entrambe le mountain bike: una costosa delusione che non mette fine alle loro visite in spiaggia né alla loro pratica del naturismo.
Ho fermato la mia mountain bike accanto a una spiaggia dove alcuni adulti non indossavano nulla e ho iniziato subito a prendere in considerazione l’idea di unirmi a loro. Non era previsto dal mio itinerario in bicicletta, che fino a quel momento consisteva nel pedalare lungo la costa e poi tornare indietro. Un rapido salto in avanti: entro la fine di quella giornata, io e il mio compagno avremmo scoperto un nuovo piacere da condividere, e ci avrebbero rubato entrambe le mountain bike. Ancora oggi, questi due fatti insieme formano una coppia estremamente irritante.
A quella prima sosta, però, ero sola e sinceramente curiosa. Avevo trovato la spiaggia per caso, senza essermi preparata a un debutto naturista, quindi non c’era nessuna decisione sul costume da rivedere né una grande promessa da mantenere. Potevo continuare a pedalare oppure fermarmi e provare qualcosa che all’improvviso mi sembrava invitante. Volevo provarci; mi serviva solo un momento per smettere di considerarlo un suggerimento assurdo partorito dalla mia stessa mente.
Spinsi la bici sulla sabbia, dove trascinarla richiese più fatica di quanto avessi previsto. Girando il manubrio, mi spostai di lato e mi chinai per appoggiare la bicicletta sulla sabbia. Non c’era nulla di aggraziato nel manovrare una mountain bike cercando al tempo stesso di sembrare perfettamente sicura di quello che stavo facendo. Una volta sistemata, mi tolsi i vestiti e li appoggiai accanto alla bici, dedicando alla piccola pila molta più attenzione di quanta ne meritasse davvero sistemare dei vestiti.
Poi mi allontanai dai miei abiti e mi voltai verso il mare, nuda su una spiaggia per la prima volta. Per alcuni secondi fui molto consapevole di averlo fatto davvero, invece di essermi limitata ad avere un pensiero interessante accanto a una bicicletta. Ma l’esperienza fu deliziosa e l’agitazione non ebbe il ruolo da protagonista prolungato che mi ero aspettata. Non avevo bisogno di nuotare o di fare qualcosa di impressionante perché quella sosta ne valesse la pena; bastava essere lì senza costume da bagno.
Ciò che mi sorprese fu la rapidità con cui smisi di controllare mentalmente se mi sentivo a mio agio e iniziai a divertirmi. Mi aspettavo che l’assenza di vestiti reclamasse tutta la mia attenzione, ma non fu così. Ero uscita per fare un giro in bicicletta e avevo trovato qualcosa che volevo rifare prima ancora che la giornata finisse. Quando mi rivestii, la domanda non era se fosse stata una pessima idea, ma se il mio compagno avrebbe voluto tornare con me.
Quel pomeriggio stesso tornai in spiaggia con lui e le nostre due mountain bike. C’era qualcosa di vagamente ridicolo nel portare qualcuno in un posto che avevo appena scoperto e che già non vedevo l’ora di mostrargli. «Questa è la spiaggia di cui ti parlavo», dissi, con un’introduzione decisamente più contenuta rispetto al commento ininterrotto che avevo in testa. La mia prima visita era stata un esperimento personale inaspettato; questa volta il naturismo diventò qualcosa che scoprimmo insieme.
E ora veniamo alla parte che rende impossibile raccontare da sola la versione felice di questa storia: quel giorno ci rubarono entrambe le mountain bike. Non una bicicletta, che sarebbe già stato abbastanza grave, ma entrambe quelle con cui eravamo arrivati. Posso essere contenta di aver scoperto il naturismo e furiosa per aver perso il nostro mezzo di trasporto senza che una sensazione annulli l’altra. Toglierci i vestiti era stata una nostra scelta; perdere due biciclette non faceva assolutamente parte dell’accordo.
Nonostante questo, continuammo a praticare il naturismo ogni volta che l’ambiente circostante lo permetteva. Il furto non trasformò la scoperta della spiaggia in qualcosa che avremmo voluto non aver mai provato, anche se certamente rovinò qualsiasi pretesa di aver trovato un nuovo interesse completamente gratuito. Non ci fu nessun ritrovamento delle biciclette ad aggiungere un rassicurante colpo di scena finale, solo il piacere che continuammo a provare nello stare senza vestiti in luoghi adatti. Conservammo l’abitudine della spiaggia; purtroppo, non conservammo le mountain bike.
A quella prima sosta, però, ero sola e sinceramente curiosa. Avevo trovato la spiaggia per caso, senza essermi preparata a un debutto naturista, quindi non c’era nessuna decisione sul costume da rivedere né una grande promessa da mantenere. Potevo continuare a pedalare oppure fermarmi e provare qualcosa che all’improvviso mi sembrava invitante. Volevo provarci; mi serviva solo un momento per smettere di considerarlo un suggerimento assurdo partorito dalla mia stessa mente.
Spinsi la bici sulla sabbia, dove trascinarla richiese più fatica di quanto avessi previsto. Girando il manubrio, mi spostai di lato e mi chinai per appoggiare la bicicletta sulla sabbia. Non c’era nulla di aggraziato nel manovrare una mountain bike cercando al tempo stesso di sembrare perfettamente sicura di quello che stavo facendo. Una volta sistemata, mi tolsi i vestiti e li appoggiai accanto alla bici, dedicando alla piccola pila molta più attenzione di quanta ne meritasse davvero sistemare dei vestiti.
Poi mi allontanai dai miei abiti e mi voltai verso il mare, nuda su una spiaggia per la prima volta. Per alcuni secondi fui molto consapevole di averlo fatto davvero, invece di essermi limitata ad avere un pensiero interessante accanto a una bicicletta. Ma l’esperienza fu deliziosa e l’agitazione non ebbe il ruolo da protagonista prolungato che mi ero aspettata. Non avevo bisogno di nuotare o di fare qualcosa di impressionante perché quella sosta ne valesse la pena; bastava essere lì senza costume da bagno.
Ciò che mi sorprese fu la rapidità con cui smisi di controllare mentalmente se mi sentivo a mio agio e iniziai a divertirmi. Mi aspettavo che l’assenza di vestiti reclamasse tutta la mia attenzione, ma non fu così. Ero uscita per fare un giro in bicicletta e avevo trovato qualcosa che volevo rifare prima ancora che la giornata finisse. Quando mi rivestii, la domanda non era se fosse stata una pessima idea, ma se il mio compagno avrebbe voluto tornare con me.
Quel pomeriggio stesso tornai in spiaggia con lui e le nostre due mountain bike. C’era qualcosa di vagamente ridicolo nel portare qualcuno in un posto che avevo appena scoperto e che già non vedevo l’ora di mostrargli. «Questa è la spiaggia di cui ti parlavo», dissi, con un’introduzione decisamente più contenuta rispetto al commento ininterrotto che avevo in testa. La mia prima visita era stata un esperimento personale inaspettato; questa volta il naturismo diventò qualcosa che scoprimmo insieme.
E ora veniamo alla parte che rende impossibile raccontare da sola la versione felice di questa storia: quel giorno ci rubarono entrambe le mountain bike. Non una bicicletta, che sarebbe già stato abbastanza grave, ma entrambe quelle con cui eravamo arrivati. Posso essere contenta di aver scoperto il naturismo e furiosa per aver perso il nostro mezzo di trasporto senza che una sensazione annulli l’altra. Toglierci i vestiti era stata una nostra scelta; perdere due biciclette non faceva assolutamente parte dell’accordo.
Nonostante questo, continuammo a praticare il naturismo ogni volta che l’ambiente circostante lo permetteva. Il furto non trasformò la scoperta della spiaggia in qualcosa che avremmo voluto non aver mai provato, anche se certamente rovinò qualsiasi pretesa di aver trovato un nuovo interesse completamente gratuito. Non ci fu nessun ritrovamento delle biciclette ad aggiungere un rassicurante colpo di scena finale, solo il piacere che continuammo a provare nello stare senza vestiti in luoghi adatti. Conservammo l’abitudine della spiaggia; purtroppo, non conservammo le mountain bike.
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