Dopo il divorzio mi sono ritrovata sola nella mia accogliente casetta, il che mi ha regalato un privilegio inaspettato: la completa privacy. Mi sono abituata velocemente a togliere tutto e a prendere il sole completamente nuda sul prato o a sguazzare nella piccola piscina. La sensazione del sole e dell’acqua sulla pelle nuda è diventata quasi una dipendenza.Col tempo, però, il mio cortile privato non mi bastava più. La mia natura ribelle voleva di più: sognavo una vera spiaggia nudista, di provare quella libertà non tra quattro mura, ma di fronte all’enorme mondo blu.
In vacanza ho finalmente trovato quel posto – una spiaggia selvaggia e rocciosa dove enormi massi scendono direttamente in acqua. È un paradiso per chi fa snorkeling e, soprattutto, molte persone qui prendono il sole completamente nude.
Quando ho trovato la mia roccia piatta lontana dal sentiero, il cuore ha iniziato a battere più forte. Togliermi i vestiti lì, in un luogo pubblico, era tutta un’altra cosa rispetto a casa. Mentre sbottonavo il vestito e lo lasciavo scivolare giù, ho sentito una fitta improvvisa di agitazione e lieve vergogna. Ma nel momento in cui mi sono raddrizzata in tutta la mia altezza e ho offerto il corpo alla brezza marina, la vergogna si è trasformata in puro piacere.
Ero in piedi sulla roccia – una donna di 30 anni che conosce il proprio valore – e capivo di sembrare dannatamente sexy.
Vedevo persone con maschere da snorkeling nuotare accanto e qualche turista lanciarmi sguardi dai sentieri superiori. E sapete una cosa? Mi eccitava. La consapevolezza di essere completamente esposta e allo stesso tempo padrona della situazione mi dava una carica incredibile di sicurezza.
Mi sentivo più viva e desiderabile che mai. Ne era valsa la pena ogni secondo di quel brivido mattutino. Ora lo so con certezza: il mio corpo è fatto per godersi il mondo senza barriere.
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